Scusate lo sfogo
E' tempo di dubbi e di riflessioni. L'entusiasmo iniziale sta cedendo il passo alla consapevolezza e alla disillusione. Lo ammetto: sono un po' demoralizzato e penso di aver accettato un lavoro lontano dalle mie aspettative professionali ed economiche. Per di più, le continue trasferte a Milano cominciano a pesare come macigni, mettendo a dura prova la mia capacità di sopportazione. Speravo che entrare a far parte di un'agenzia impegnata su vari progetti mi desse l'opportunità di testare e tastare (assaggiare) diversi ambiti della comunicazione, ma non è così. Il menu è sempre lo stesso: SEO a colazione, SEO a pranzo e SEO a cena! Di scrittura creativa e giornalistica nemmeno l'ombra. So bene che devo avere pazienza ed essere fiducioso. In fondo, ci sono tanti laureati in scienze della comunicazione (minuscolo voluto!) che vorrebbero essere al mio posto e che sono alla disperata ricerca di un lavoro, ma non voglio rassegnarmi ad appena ventisetteannimenounmese. La strada è segnata fino a fine gennaio, poi si vedrà.
Che dire? Ah, sì. Ecco: anche quest'anno non ce n'è per nessuno!
Ero stato a Firenze in diverse occasioni, ma questa volta è stato tutto speciale. Un viaggetto bagnato, ma fortunato, all'insegna dell'arte, della Fiorentina e della fiorentina. Il calcio a tinte viola e l'ottima cucina toscana hanno fatto da sottofondo ad una vacanza da veri turisti, tra la visita guidata alle terrazze del Duomo (con annesse vertigini!), le immancabili foto in Piazza della Signoria, una passeggiata tra Ponte Vecchio e Palazzo Pitti e le due ore di fila per entrare agli Uffizi. Tutte cose che normalmente si fanno al Liceo, durante la classica gita d'istruzione in Toscana. Ma una decina di anni fa, grazie alla complicità dei professori e di un accompagnatore che era tutto un programma, la mia classe optò per un tour alternativo, preferendo lo shopping e le discoteche alle chiese e ai musei. In questi tre giorni, invece, ho potuto assaporare la città in tutti i suoi aspetti: dai cori allo Stadio al mercatini di San Lorenzo e dei Ciompi, dalle attrazioni forzatamente turistiche alle trattorie tipiche, dal traffico in centro alla proverbiale ironia dei fiorentini. Mi è piaciuto praticamente tutto. Ma sono soprattutto tre i ricordi indelebili: la genialità del tifosi viola, ben espressa da frasi del tipo "Metti